Prezzi del gas in provincia di Bolzano:
"paese che vai ... prezzo che trovi"
Le differenze di prezzo per l’utente finale sono notevoli

Presso il nostro Centro giungono quotidianamente richieste di chiarimento riguardo il costo del gas (metano) fatto pagare dalle aziende venditrici agli utenti della nostra provincia. Da un esame a campione effettuato dal CTCU nei giorni scorsi sono emerse sì differenze di prezzo interessanti fra un comune e l’altro, ma la tendenza è comunque in linea con le medie nazionali.

Il confronto

Nel confronto a campione è stato esaminato in particolare il costo complessivo di un metro cubo di gas al consumatore finale, per una fornitura di ca. 2000 metri cubi di gas per uso riscaldamento, costo inclusivo di quota fissa, quota variabile (tariffa di consumo), imposte varie ed IVA al 20%. Ne è emerso un quadro che per gli addetti ai lavori può essere senz’altro giá noto, per l’utenza un po’ meno!

Alcuni esempi

Mentre ad es. a Bolzano, per una fornitura di ca. 2000 metri cubi all’anno un utente arriva a pagare ca. 932,20 Euro (costo complessivo di ciascun metro cubo consumato = 0,4661 Euro), all’utente di Bressanone la stessa fornitura viene a costare ca. 1.272,00 Euro (cioè 0,6360 Euro a metro cubo) con una differenza di circa il 36% in più. Nota: i dati sono stati forniti dalle aziende venditrici ed includono, come detto, l’IVA al 20%, (quella relativa a gas uso riscaldamento per intenderci).
Ai fini di un raffronto dei dati locali con quelli nazionali, si può comunque affermare che i prezzi applicati dalle aziende locali, seppur diversi, sono in linea con le medie nazionali, che vedono il costo di un metro cubo di metano, inclusivo di imposte, nell’ordine di ca. 0,63 Euro (fonte: indagine Federconsumatori).

Perché differenti prezzi fra un Comune e l’altro?
Difficile fare confronti - ci dicono le aziende venditrici - in quanto il prezzo finale del gas è influenzato e determinato da un numero ampio di componenti, che variano anche da comune a comune.

In effetti il prezzo finale alla clientela è determinato principalmente dalle seguenti voci di costo: quello della materia prima (23%), la quota di vendita (11%), la quota di distribuzione (14%), la quota di stoccaggio (2%) e i costi del trasporto (5%). Vi sono poi da considerare imposte e tasse (imposta di consumo e IVA) che incidono nella non indifferente misura del 45%.

Per quanto riguarda in particolare il costo per l’attività di distribuzione esso è determinato, a livello di ciascun Comune, in base a formule di calcolo parametrico, in cui sono inseriti i dati specifici relativi al numero di utenti del Comune, alla quantità di gas immesso nella rete nel corso dell’anno termico (vedi oltre), alla lunghezza della rete, alla popolazione e alla dislocazione geografica del luogo (montagna, pianura, collina).

Per quanto riguarda il costo di vendita, esso è normalmente distinto in una quota fissa, indipendente dal consumo e in una quota variabile correlata alla quantità di combustibile consumato. Quest’ultima è articolata per scaglioni di consumo, che ciascuna azienda fissa liberamente in un massimo di sette.

Nel calcolo della quota variabile, per taluni Comuni e utenze, di particolare rilievo è il cd. fattore M, ovvero un fattore correttivo (il valore base è 100) che tiene conto dell’altitudine del luogo e della zona climatica (gradi giorno). Per ogni Comune vi è un valore stabilito dalle tabelle fissate dall’Autorità per l’energia ed il gas.

Le quote relative all’attività di vendita e quelle di distribuzione sono soggette ad aggiornamento annuale e trovano applicazione per il cd. anno termico che va dal 30 giugno di un anno al 1° luglio dell’anno successivo. Il costo della materia prima (cioè il gas) è soggetto a variazione bimestrale, in ragione delle variazioni di prezzo (anche dei prodotti petroliferi) sul mercato.

La fatturazione

Considerato che la lettura effettiva dei contatori avviene generalmente due volte l’anno, nei periodi, diremo, intermedi, le aziende venditrici emettono fatture in acconto, stimate su di un consumo presunto relativo al periodo fatturato. Con le fatture a saldo o conguaglio le aziende calcolano i corrispettivi sulla base dei consumi rilevati fra una lettura effettiva e quella successiva. In questo ultimo conteggio si tiene conto ovviamente conto degli acconti già pagati e conteggiati.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’Autorità sotto www.autorità.energia.it.

Tabella

Venditore Comune Euro/m³ quota fissa
(Euro/anno)**
Costo di
2000 m³
(Euro)
Indice
AE EW Bolzano Bolzano 0,4661 48,00 932,20 100
AE EW Merano Merano 0,4982 30,00 996,40 107
Energas-Sudgas SpA n.c. 0,5085 0,00 1.017,10 109
SELGAS SPA Cornedo 0,6206 60,00 1.241,20 133
SELGAS SPA Castelrotto 0,5924 60,00 1.184,80 127
ASM BRESSANONE Bressanone 0,636 n.c. 1.272,00 136

*costo complessivo di un metro cubo di gas al consumatore finale, per una fornitura annua di 2000 mc di gas per uso riscaldamento (costo inclusivo di quota fissa - tariffa di consumo - imposte - IVA al 20%) - dati settembre 2004
**quota fissa annua relativa allo scaglione dei 2000 mc
n.c. = non comunicato



Progetto cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive

Foglio Info WA 50 - Situazione al 09-2004