Da dove arriva il nostro ovetto mattutino?Informazioni sull’allevamento delle galline ovaiole Le uova di gallina hanno ormai tradizione in ogni cucina; ben di rado ci si decide però a chiedere ragguagli sulle condizioni di vita della galline ovaiole che ogni giorno ci fanno avere l’uovo per la prima colazione. Diverse forme di allevamento rispettano le condizioni naturali di questa specie animale, mentre altre non ne tengono assolutamente conto. Allevamento in batteriaSi tratta di un allevamento effettuato esclusivamente in gabbie di filo di ferro alte almeno 40 cm, con una superficie di 550 cm² per singola gallina (in un m² ne vengono stipate 18). Ogni animale ha a disposizione delle vaschette per l’acqua ed il mangime su una lunghezza di almeno 10 cm. Il fondo della gabbia si presenta inclinato, con una pendenza che nel caso della rete in filo di ferro arriva fino al 14%, ma che può anche essere maggiore se il materiale lo consente. Queste gabbie devono essere dotate di un dispositivo che permette di accorciare gli artigli; la luce è sempre quella artificiale, e spesso essa viene tenuta accesa anche oltre la durata di una normale giornata solare, per accrescere la produzione di uova. Allevamento a terraPer allevamento a terra si intende la conduzione delle galline ovaiole in grandi capannoni nei quali esse possono muoversi “liberamente”. La densità di polli per m² non può superare il numero di sette, ed il pavimento del pollaio deve venire sparso per almeno un terzo della sua superficie con granaglie che permettano ai polli di beccare e razzolare. La covata delle uova avviene in nidi comuni, mentre per il mangime e l’acqua sono disponibili vaschette di dimensioni analoghe a quelle previste per l’allevamento in batteria. Allevamento ruspanteGarantisce il maggior rispetto per la specie avicola nell’ambito dell’allevamento commerciale. In questo caso le galline ovaiole hanno a disposizione una stalla che deve soddisfare le stesse caratteristiche viste per l’allevamento a terra, ma in più gli animali possono spostarsi dalla stalla verso uno spazio all’aperto e viceversa. Per ogni ettaro a cielo aperto possono essere tenuti un massimo di 2.500 polli: si ha cioè una superficie per singolo animale che tocca i 4 m². Allevamento biologicoL’allevamento contemplato dai canoni dell’agricoltura biologica è unicamente quello ruspante – almeno secondo i protocolli della Bioland®. Gli animali devono avere sempre a disposizione dei piccoli stagni nei quali poter sguazzare, e nel pollaio sono presenti anche dei galli. Mercati settimanali e dei contadiniNessun tipo di controllo è previsto per le uova dei propri allevamenti che i contadini vendono al mercato settimanale o a quello riservato ai contadini. In mancanza di dichiarazioni esplicite (ad esempio circa l’appartenenza ad una federazione di produttori biologici), le uova provengono da allevamenti più o meno naturali, perlopiù dotati di uno spazio a cielo aperto e con mangimi convenzionali, privi comunque di qualsiasi controllo sia da parte dell’Assessorato che ad opera di federazioni od associazioni ad adesione volontaria. Acquistare le uova ad un mercato è un atto di fiducia verso chi le offre. Commercializzazione ed etichettaturaCentri di confezionamento delle uova: Le uova destinate alla vendita nei canali commerciali devono essere selezionate, confezionate ed etichettate. Tutto ciò avviene all’interno di centri di confezionamento che lavorano il prodotto di una o di più ditte di produzione. Qui le uova vengono dapprima sottoposte ad un controllo visivo per trasparenza che ne consente la classificazione per classi di qualità e di peso. Per quanto concerne il peso si hanno le seguenti categorie:
Oltre a tali indicazioni, le uova da allevamento biologico recano anche il nome della federazione di allevatori biologici di appartenenza dell’azienda, il nome dell’organismo di controllo e certificazione ed il codice identificativo dell’azienda produttrice.
Marchio di riconoscimento sull’uovoDal 01.01.2004 tutte le uova all’interno dell’Unione Europea devono essere marchiate con un codice di produzione, che indichi l’allevamento di provenienza delle stesse. Esente da questo obbligo sono quelle uova che vengono vendute direttamente nei masi del produttore o a domicilio.Il marchioDal timbro si evince:
Il timbro è composto da diversi codici:Codice per il tipo di allevamento: 0 = produzione ecologica 1 = allevamento all’aperto 2 = allevamento a terra 3 = allevamento in voliera (gabbia) Codice di registrazione del paese membro, per esempio: AT = Austria BE = Belgio DE = Germania IT = Italia NL = Olanda Identificazione dell’azienda produttrice: ad ogni azienda viene assegnato un numero personale. Progetto cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive Foglio informativo: EA30 |
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