False polizze vita pagate al sub-agenteAssegni bancari o circolari non trasferibili, bonifici bancari, bollettini di conto corrente postale, vaglia postali e similari devono avere quale diretta beneficiaria l’impresa assicuratrice. Pagamenti in contanti o assegni intestati agli agenti di assicurazione prevedono il rilascio di quietanza firmata dal responsabile di direzione e/o dell’agente che gestisce il contratto.Due consumatori residenti in un grosso Comune dell’Alto Adige si sono presentati presso il Centro Tutela Consumatori Utenti lamentando un fatto molto grave: il sub-agente di una importante compagnia di assicurazioni non versava all’agenzia i soldi che incassava dagli assicurati. Rilasciava contratti totalmente falsi che provvedeva a “stampare in proprio” copiando gli stampati dell’assicurazione per cui lavorava. Si tratta di polizze vita a “premio unico” di importi pari a migliaia di euro (decine di milioni di vecchie lire) e la faccenda è durata parecchi anni prima di venire a galla dopo aver coinvolto parecchie persone. Adesso seguirà il normale iter giudiziario ma i consumatori probabilmente non verranno risarciti ne dalla compagnia di assicurazioni, ne dall’agenzia principale per la quale il sub-agente operava: dovranno contare solamente sulle eventuali disponibilità finanziarie dell’intermediario fraudolento. Il Centro Tutela Consumatori Utenti consiglia di attenersi a quanto previsto dalla circolare ISVAP N. 533/D in vigore dal 1 ottobre 2004 che prevede testualmente: Articolo 5 - Modalità di incasso dei premi
Comunicato stampa, 19.11.2004 |
ATTUALE
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